Scatta piano Mediterraneo rifiuti marini, primo al mondo.

Scatta piano Mediterraneo rifiuti marini, primo al mondo

Il Mediterraneo è pioniere nel mondo nella lotta contro i rifiuti marini, almeno sulla carta.

L'estate 2014 segna l'entrata in vigore del piano ad hoc della Convenzione di Barcellona per la protezione dell'ambiente marino e delle zone costiere, il primo a livello regionale che preveda "misure legalmente vincolanti sui rifiuti marini" annuncia l'Unep/Map, il braccio per il Mediterraneo del programma Onu per l'ambiente. Il piano, con tanto di tabella di marcia e tante scadenze entro il 2020, intende raggiungere un "buono stato di salute" del mare partendo da prevenzione, riduzione, riuso e riciclo, oltre che da una gestione integrata dei rifiuti marini con quella dei rifiuti solidi, che nelle aree costiere significa coinvolgere migliaia di paesini e
tante città.

Il via ufficiale costituisce una tappa significativa a livello politico, che punta ad avere impatti concreti per liberare il mare dall'immondizia.

"E' importante sottolineare il fatto che tutti i 21 Paesi costieri che fanno parte dell'accordo di Barcellona, inclusa l'Italia, si sono impegnati a
prendere le misure necessarie a livello legale, finanziario ed amministrativo per l'esecuzione di questo piano, che ha una valenza
regionale, ma che poi deve essere realizzato a livello nazionale e locale", spiega Gaetano Leone, coordinatore di Unep/Map. Una
vera e propria svolta per i Paesi del bacino, inclusi quelli che una normativa sui rifiuti avanzata ancora non ce l'hanno. Fra le prime
scadenze del 2014 c'è l'aggiornamento dei piani nazionali per combattere l'inquinamento da terra. L'intero elenco delle misure che
i 21 Stati devono "esplorare e attuare per quanto possibile" è un vero e proprio piano di battaglia, che per il 2017 cerca di ridurre l'uso dei famigerati sacchetti di plastica tramite accordi volontari con supermercati e dettaglianti. Nel mirino anche gli imballaggi, con la vendita di alimenti secchi e prodotti per la
pulizia in contenitori riutilizzabili, depositi obbligatori per il recupero e ripristino di contenitori per bevande e di contenitori di
polistirolo nel settore ittico. Sempre entro il 2017 dovrebbero vedere la luce possibili accordi con l'industria della plastica, per ridurre al minimo la decomposizione in micro-frammenti dannosi per l'ambiente e tutta la catena alimentare. L'Unep/Map è pronto a dare assistenza ai vari Paesi, ma in caso di mancato rispetto non prevede multe. Il sistema della Convenzione di Barcellona si basa piuttosto sulla sanzione politica: "Abbiamo un comitato che esamina le
relazioni dei Paesi - spiega Leone - e crea l'opportunità di verificare e comunicare se e quanto l'impegno è stato mantenuto".
I documenti sono pubblici, quindi è sempre possibile sapere chi siano le "pecore nere". A fare da "cane da guardia" ci saranno gli ambientalisti.

Secondo Marco Costantini, responsabile mare del Wwf Italia, l'entrata in vigore del piano è "un passo positivo, che va nella direzione di affrontare un problema emergente nel Mediterraneo che è quello delle plastiche galleggianti e del 'marine litter'. Il nostro ruolo sarà quello di monitorarne
l'applicazione".(ANSAmed).

Lascia un commento

Compilando questo modulo dichiaro di accettare espressamente i termini e le condizioni di utilizzo del sito in tema di privacy come specificato nella pagina "termini e condizioni"