Il Mediterraneo è un "mare di plastica": 250 miliardi di microframmenti minacciano le acque ed entrano nella nostra catena alimentare

Inquina ma è invisibile: si chiama microplastica ed è fatta di frammenti infinitesimali della dimensione di un terzo di millimetro. Nel mediterraneo – stando alla ricerca scientifica "tara mediterranee" ancora in corso fino a novembre - ne galleggiano nello strato superficiale dell'acqua marina almeno 250 miliardi di microframmenti. Solo nelle acque italiane ne è stata stimata una quantità che va da 13 mila a 350 microframmenti.

 

La microplastica raggiunge il mare direttamente come plastica di scarto o da abrasivi (sabbiature), cosmetici (come le microsfere di polietilene usate negli scrub della pelle), sacchetti ed imballaggi. La plastica con le correnti, i vortici marini e la degradazione indotta dalla luce del sole, si sminuzza producendo minuscole parti che rilasciano sostanze tossiche e interagiscono con i piccoli organismi marini, dal plancton in su. C'è poi da considerare il possibile ingresso della plastica nella catena alimentare. «Anche il plancton si attacca ai microframmenti», sostengono i ricercatori «per cui quando viene ingerito dai pesci o altri animali porta con sé il bagaglio di materiale indesiderato. Ecco perché tra le priorità della spedizione c'è pure quella di capire quanta plastica si trova nello stomaco dei pesci che poi finiscono sulla tavola».

Il problema dell'inquinamento del mare è oramai globale e riguarda anche gli oceani con conseguenze drastiche per la fauna. Secondo uno studio condotto dall'Ente nazionale australiano di ricerca CSIRO se non si troverà il modo di contenere la contaminazione da plastica degli oceani, entro il 2050 il 99% delle specie di uccelli marini avrà ingoiato rifiuti di plastica, mettendo gravemente a repentaglio la propria sopravvivenza. Attualmente la concentrazione di rifiuti rilevata è di 580mila pezzi di plastica per km quadrato , ma il dato potrebbe aumentare nei prossimi venticinque anni a un ritmo ancora maggiore rispetto a quello attuale di 4,8 milioni di tonnellate di nuova spazzatura all'anno, causando danni e il probabile decesso a numerosi volatili marini.

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