Riconoscere a TUTTI il diritto di accesso ai documenti amministrativi.

di Alessia Brogi - In attuazione del D.Lgs. 150/2009 la CIVIT, Commissione per la Valutazione , la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche ha approvato con la delibera 50/2013 le " Linee guida...", a cui il decreto attribuisce un ruolo chiave per l'attuazione di riforme sia in tema di trasparenza che di valutazione delle performance nelle p.a., e sta svolgendo numerose attività con riferimento alla prevenzione dei fenomeni corruttivi.

Con la legge 190 del 2012 c'è stato un cambio di passo: l'introduzione dell'Autorità Nazionale Anticorruzione e la presenza di istituti di prevenzione. Gli strumenti sono quelli del rispetto delle regole e della trasparenza coordinata con l'accesso ai documenti amministrativi, di cui la legge 241/1990. Puntare esclusivamente sulla sanzione è una logica superata. Negli U.S.A. è stata superata già da Washington. Intervenire quando ormai a sfiducia dell'opinione pubblica è maturata è improduttivo. L'accesso è un elemento della trasparenza e ha finalità di pubblico interesse. La dichiarata finalità di " assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa" di cui all'art. 22.1, avrebbe dovuto prevedere un diritto di accesso a carattere generale ( erga omnes) , collegato alla esigenza di informazione e controllo sociale dell'azione amministrativa, sicuramente più coerente con una costruzione di una amministrazione democratica. Il testo dell'art. 22 lo circoscrive, invece, soltanto a favore di coloro i quali vantano una posizione giuridica di diritto soggettivo o di interesse legittimo. Qualunque cittadino che vuole sapere come si svolge un certo procedimento dovrebbe avere il diritto di accedere alle informazioni in possesso della p.a. a prescindere da un interesse privato.Questo per alleggerire l'andamento della p.a. , che non dovrebbe perdere tempo a selezionare gli "interessati" alla visione dei documenti. La partecipazione dei cittadini alle attività della p.a. passa attraverso l'utilizzo di nuove tecnologie dell' informazione e della comunicazione. I sistemi informatici di molte amministrazioni non sono ancora in grado di offrire servizi strumenti per interagire, quali gestione e monitoraggio pratiche, adempimenti amministrativi e accesso agli atti.

La trasparenza è disciplinata anche dal D. Lgs. 33/2013, che puntualizza gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni, ma lascia troppo spazio discrezionale alla p.a. Si tratta di principi generali, connessi all'efficienza e al buon andamento della p.a., ma la pubblicità e la trasparenza devono essere collegati con altri principi Costituzionali, quali la riservatezza e il segreto di Stato.

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