Sicurezza stradale

di Alessia Brogi - Il tema della sicurezza stradale è complesso. La strada viene spesso presa a paradigma della vita: è il luogo degli spostamenti, degli incontri, degli arrivi, delle partenze, della comunicazione. Poichè la strada è lo specchio della vita, su di essa si riflettono i nostri comportamenti, i modi di fare, gli stili di vita delle
persone, quelle che burocraticamente chiamiamo "utenti". Sulla strada si svolge la vita, dicevamo, ma essa è anche luogo di morte ed di dolore.

La perdita La perdita di una vita in un incidente stradale come si riflette nella società ? Lasciamo perdere i conteggi e le statistiche. Mettiamo al centro la persona.

Ogni essere umano ha forti potenzialità, che nella vita riuscirà a valorizzare nel lavoro e nelle relazioni con gli altri. Questa è l'evoluzione del genere umano. Mettiamoci nei panni dei familiari delle vittime e pensiamo al vuoto incolmabile che la strada ha provocato nel loro cuore, nella loro vita e nella società. La
perdita di una persona crea un buco nero nello sviluppo del genere umano. Parliamo molto dei giovani che lasciano l'Italia per andare a lavorare all'estero, ma parliamo poco e facciamo troppo poco dei giovani che perdono la vita sulla strada. Un altro gravissimo problema è l'omissione di soccorso. Se aumentano
i casi di fuga dopo l'incidente stradale può darsi che si siano allentati i sentimenti di solidarietà umana e sociale ? La strada come specchio di una società in crisi, dove si beve , ci si sballa e dove il senso di solidarietà sociale recede di fronte ad un individualismo ipertrofico ? Giustamente Papa Francesco parla di scarso senso di responsabilità di molti conducenti. Il mio pensiero commosso va ai giovani e a tutte le vittime della strada, al dolore e alla sofferenza dei genitori e dei loro familiari. Sulla strada, in Italia, muoiono oltre 3000 persone ogni anno. Il numero di feriti è impressionante. E' l'ambiente più pericoloso dell'intera sfera della mobilità generale: peggio di quanto avviene nel settore del trasporto aereo o marittimo, nei quali statisticamente i tassi di mortalità e di infortunio sono infinitamente più ridotti. Sembra un destino ineludibile, ma noi tutti sappiamo che non lo è, perchè alla base c'è la condotta di chi guida, il comportamento degli utenti. Guai, quindi, a considerare queste perdite come normali, guai a concepirle come un tributo scontato alla modernità. Lo sanno bene gli operatori di polizia e quelli del soccorso, che si trovano ad affrontare la drammaticità degli incidenti mortali. Lo sanno gli avvocati che difendono gli interessi dei superstiti. Lo sanno le pubbliche amministrazioni: loro affrontano con impegno e fatica i temi della legalità e del rispetto delle regole su rispettivi territori. Lo sanno soprattutto i
familiari delle vittime: mettiamoci nei loro panni e pensiamo all'incolmabile vuoto che la strada ha provocato nelle loro vite e nei loro cuori. Nel 2016 il legislatore ha varato la nuova severa normativa sull'omicidio stradale: pene severissime per chi uccide nel mancato rispetto delle norme del codice della strada. Ma c'è una
cosa che sorprende: perché dopo l'entrata in vigore della legge, dopo le prime severe condanne, i casi non sono per nulla diminuiti? Questa ferrea normativa, insomma non si sta rivelando un valido deterrente. Perchè? Quali sono le inspiegabili ragioni? Io, con la mia Associazione Nuova civiltà Mediterranea sono attenta alle questioni sociali e mi sento di avanzare un sospetto.Se sono tanti gli incidenti mortali o con lesioni provocate da conducenti sotto l'effetto di alcool e  stupefacenti, non sarà perché gli assuntori o i bevitori in generale (anche a prescindere dal momento della circolazione stradale) sono oramai tanti (per non dire troppi)? Sicurezza deriva dal latino " sine cura" che significa senza preoccupazione. La vera differenza va trovata sul piano culturale con interventi finalizzati alla formazione di una cultura della sicurezza stradale. Non ci possiamo permettere di fare errori, poiché ogni errore si paga con altri morti.

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ARRIVA IL DECRETO SULLA PRIVACY PER IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI PER FINALITA' DI POLIZIA

 

 di Luigi Altamura * - E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale nr. 61 del 14.03.2018 il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 gennaio 2018, n. 15 "Regolamento a norma dell'articolo 57 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante l'individuazione delle modalità di attuazione dei principi del Codice in materia di protezione dei dati personali relativamente al trattamento dei dati effettuato, per le finalità di polizia, da organi, uffici e comandi di polizia. L'entrata in vigore del provvedimento è prevista per giovedì 29 marzo prossimo. Il Regolamento deriva da una esplicita disposizione del Codice della Privacy e riguarda il trattamento dei dati personali relativamente al loro trattamento effettuato per finalità di polizia, dal Centro Elaborazione Dati del Ministero dell'Interno e da organi, uffici e comandi di polizia, anche in attuazione delle raccomandazione del Consiglio d'Europa.


Nei primi articoli del provvedimento sono indicati gli obbiettivi e gli ambiti di applicazione. Come indicato dall'art. 53 del Codice della Privacy si intendono effettuati per finalità di polizia i trattamenti di dati personali direttamente correlati all'esercizio dei compiti di polizia di prevenzione dei reati, di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, nonché di polizia giudiziaria, svolti, ai sensi del codice di procedura penale, per la prevenzione e repressione dei reati. Il Decreto nr. 15/2018 prevede all'art. 1 comma 2 che il Regolamento non si applica ai trattamenti di dati personali effettuati per finalità amministrative. Tali dati sono conservati separatamente da quelli registrati per finalità di polizia, salvo che non siano necessari, in casi specifici, nell'ambito di un'attività informativa, di sicurezza o di indagine di polizia giudiziaria. La questione dei dati per finalità di polizia perciò riguarda anche le Polizie Locali, che comunque al Centro Elaborazione Dati debbono trasmettere le notizie di reato tramite le Questure e i Comandi Carabinieri per gli inserimenti al Sistema di Indagine, pur non essendo Forza di Polizia. I trattamenti di dati personali si intendono effettuati per le finalità di polizia, ai sensi dell'articolo 53 del Codice, quando sono direttamente correlati all'esercizio dei compiti di polizia di prevenzione dei reati, di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, nonché di polizia giudiziaria, svolti, ai sensi del codice di procedura penale, per la prevenzione e repressione dei reati. Per l'acquisizione di dati, informazioni, atti e documenti, è consentita l'attivazione di collegamenti telematici con banche dati di pubbliche amministrazioni o di privati, secondo il principio di qualità dei dati con riferimento all'esattezza, aggiornamento, pertinenza e non eccedenti le finalità del provvedimento.

L'art. 10 evidenzia i termini massimi di conservazione dei dati, mentre il Capo Terzo indica le modalità di raccolta, comunicazione tra Forze di Polizia e diffusione dei dati. Il Capo Quarto illustra il trattamento dei dati nell'ambito dell'attività di cooperazione internazionale di polizia. Molto importante l'art. 22 che riguarda i sistemi di videosorveglianza il cui utilizzo è consentito ove necessario per le finalità di polizia di cui all'articolo 3 e a condizione che non comporti un'ingerenza ingiustificata nei diritti e nelle libertà fondamentali delle persone interessate. Gli organi, uffici e comandi di polizia, nel rispetto dei principi richiamati dagli articoli 4, 5 e 6, raccolgono solo i dati strettamente necessari per il raggiungimento delle finalità di cui all'articolo 3, registrando esclusivamente le immagini indispensabili. L'art. 23 tratta invece dei sistemi di ripresa fotografica, video e audio consentiti ove necessari per documentare: una specifica attività preventiva o repressiva di fatti di reato, situazioni dalle quali possano derivare minacce per l'ordine e la sicurezza pubblica o un pericolo per la vita e l'incolumità dell'operatore, o specifiche attività poste in essere durante il servizio che siano espressione di poteri autoritativi degli organi, uffici e comandi di polizia. Importante la parte relativa agli obblighi di sicurezza dei dati trattati e i diritti della persona interessata e sul controllo dei trattamenti.

* Comandante Corpo Polizia Municipale di Verona
Dirigente Unità Organizzativa Protezione Civile Comune di Verona

https://www.asaps.it/62978-_di_luigi_altamura*_arriva_il_decreto_sulla_privacy_per_il_trattamento_dei_dati_.html

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Colpevole e peccatore

di Alessia Brogi - I reati sessuali, stalking, maltrattamenti, tentata violenza sex, richiamano sicuramente norme etico-sociali che ne stabiliscono la contrarietà alla libertà di determinazione di una persona, quale espressione della personalità dell'individuo, tutelata dall'2 Costituzione. L'assolutezza del diritto non può e non deve tollerare attenuazioni: anche una singola condotta costitutiva come il palpaggiamento, il ricatto sessuale sul luogo di lavoro è un reato. " Anche un bacio può ...costituire atto di libidine, se dato in modo lascivo e per impulso di lussuria". Pecoraro - Albani voce Atti di libidine violenti.

La forza morale oggettiva che consiste nel danno morale del reato e cioè nel cattivo esempio ch'esso produce nei cittadini rafforza la punibilità dei fatti offensivi. Sono un cattivo esempio per tutti, ma soprattutto per i giovani. Sono un danno per la società.
Colpevole e peccatore.
Non lasciamoci ingannare. Siamo dalla parte del giusto.

Dante colloca Minosse all'ingresso del II Cerchio dell' Inferno ( lussuriosi )

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Pianicazione dello spazio marittimo: ci possiamo fidare ?

DIRETTIVA 2014/89/UE che istituisce un quadro per la pianificazione dello
spazio marittimo – Decreto Legislativo 17 ottobre 2006 n. 201.

di Alessia Brogi - La pianificazione dello spazio marittimo è un processo mediante il quale vengono organizzate le attività umane nelle zone marine al fine di conseguire obiettivi ecologici, economici e sociali. La pianificazione intende contribuire allo sviluppo sostenibile dei settori energetici del mare, dei trasporti marittimi, della pesca e acquacoltura, per la conservazione e tutela dell'ambiente.

La Convenzione Aarhus dell'"United Nations Economic Commission of Europe" ( UNECE) del 1998
obbliga le Autorità Pubbliche ad aprire e a rendere più trasparente il processo decisionale sulla pianificazione dello spazio marittimo.
Per questo motivo, la consultazione e la partecipazione attiva dei cittadini coinvolti  dal U.O. Demanio Marittimo

delle varie amministrazioni, nei procedimenti di elaborazione dei piani di gestione , con i quali
viene data attuazione alla pianificazione dello spazio marittimo,ne arricchisce senza dubbio i contenuti.

In un' ottica di valorizzazione e tutela del bene demaniale marittimo e tutela delle risorse biologiche marine, alcune
associazioni dalla parte dell'ambiente, hanno chiesto di conformarsi ai seguenti principi:

  • pianificazione dell'area costiera in quanto il patrimonio costiero e marino e  un valore paesaggistico e funzionale del territorio;
  • Salvaguardia e tutela dell'ambiente marino;
  • Gli strumenti di pianificazione devono consentire opere sulla costa solo se finalizzate alla sua difesa e opere pubbliche da realizzare a

          seguito di valutazione integrata degli effetti territoriali,

  • ambientali sociali ed economici e sulla salute umana.
  • Gli  strumenti di pianificazione devono prevedere interventi volti alla conservazione della spiaggia e delle dune, che caratterizzano la

           Riserva Naturale della Lecciona e di Bocca di Serchio,

  • stabilire obiettivi di riduzione dei fenomeni erosivi e congrue modalità di monitoraggio continuativo;
  • il quadro conoscitivo dei fondali marini prospicienti la costa toscana è fondamentale per individuare, mappare e quantificare i possibili

       giacimenti di sabbia e ghiaia ai fini di un riassetto idrogeologico e per la protezione del litorale marino;

  • La pianificazione deve poi procedere ad una descrizione del trasporto litoraneo al fine di programmare un costante monitoraggio sugli scarichi delle navi nei porti, scarichi accidentali delle imbarcazioni, immersioni di rifiuti;
  • In ogni caso tutte le attività marittime, quali il trasporto marittimo, il turismo, la pesca, l'acquacoltura, le installazioni energetiche offshore e la ricerca scientifica devono proteggere e tutelare l'ecosistema del bacino idrologico dell'area del Mar Mediterraneo.

Nel bacino ligure si estende il Santuario Pelagos per la protezione dei
Mammiferi marini nel Mediterraneo. Si tratta di un'area marina
protetta classificata "Area Specialmente Protetta di Interesse
Mediterraneo", istituita nel 1991 dal Ministero dell'Ambiente.
Tale area, come le Riserve Naturali della Lecciona, di Bocca di
Serchio e Calambrone, dovranno essere assolutamente conservate e
tutelate nella strategia della pianificazione dello spazio marittimo.

Nelle decisioni devono essere presi in considerazione i risultati della
partecipazione, alla quale è attribuito un ruolo fondamentale nella
difesa dell'ambiente.

Ci possiamo fidare ?

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