Lago di Massaciuccoli: un programma organico di Azioni, Priorità, Paesaggi.

UN CONTRATTO PER SALVARE E PER RIVITALIZZARE IL LAGO E TUTTO IL SUO ECOSISTEMA

IL PAESAGGIO, NODO di RELAZIONI, ECOSISTEMICHE e di CONTRATTO.

Secondo la Convenzione Europea del Paesaggio, e secondo il Piano Paesistico Regionale, il Paesaggio è l'esito relazionale di tre dinamiche, quelle ambientali (valutate nella loro interazione ecologica sistemica) quelle delle trasformazioni umane, sia storiche che recenti, tutte quante interattive con quelle dello svolgersi delle percezioni, apprendimenti e prefigurazioni, sia sociali che mentali, delle popolazioni. Questo sistema dinamico di relazioni da luogo agli Ambienti di Vita (Paesaggio) delle popolazioni stesse.

Questa visione complessa, interattiva, e un tempo unitaria ma anche piena di tensioni e di contraddizioni, è comunque il legante che tiene insieme la relazione ecologica primaria, quella tra Uomo/Società/Ambiente, fino dalle origini, ed è anche l'idea di Paesaggio contemporanea.

Disponendo allora di questa idea di Paesaggio possiamo ora applicarla al territorio di Massaciuccoli e a tutta la sua complessa situazione.

L'Ambito di riferimento Per un contratto di Lago dobbiamo prendere in considerazione l'intero bacino imbrifero del lago stesso, che in questa situazione significa coinvolgere, oltre la vasta zona del Lago e delle zone umide limitrofe, anche la corona delle colline sovrastanti (insediamenti compresi) , nonché gli emissari, ed anche la fascia di terra e di insediamenti fino al mare, (anch'esso compreso). Tutto questo ambito territoriale costituisce il contesto dell' 'Ecosistema Lago che va assunto in tutta la sua interezza, nelle sue relazioni interne ed anche in quelle esterne.

Rete Ambientale della Versilia

Nuova Civiltà Mediterranea

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La rinnovabile centralità del Mediterraneo

AMBIENTE ED ENERGIA PULITA 

La sponda meridionale del Mediterraneo ospita Paesi dotati di risorse energetiche rinnovabili ancora non adeguatamente sfruttate, ma potenzialmente ingenti. Secondo un recente studio della Desertec Industrial Initiative (Dii), in prospettiva circa 23.400 chilometri quadrati di terra sono disponibili per l’installazione di impianti per la produzione di energia solare

 

La rinnovabile centralità del Mediterraneo

Alessandro Sapio-  Stretto tra le crisi di bilancio dell’Europea meridionale, il sostanziale fallimento della Primavera Araba e la tragedia dei migranti, nei prossimi anni il Mediterraneo ha l’opportunità di un parziale riscatto grazie alle rosee prospettive di crescita della produzione di energia pulita.

Gli ambiziosi traguardi di sostenibilità ambientale fissati nel Protocollo di Kyoto non sembrano lontani. Grazie a generosi incentivi, nei Paesi mediterranei dell’Unione Europea l’obiettivo del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020, stabilito dalla Strategia Europa 2020, potrebbe essere realizzato anche prima del previsto, nonostante i tagli retroattivi adottati da Paesi in crisi fiscale come la Spagna. La sponda meridionale del Mediterraneo ospita Paesi dotati di risorse energetiche rinnovabili ancora non adeguatamente sfruttate, ma potenzialmente ingenti. Secondo un recente studio della Desertec Industrial Initiative (Dii), in prospettiva circa 23.400 chilometri quadrati di terra sono disponibili per l’installazione di impianti per la produzione di energia solare (fonte: rapporto “Desert Power: Getting Started”, p. 29: link), con ulteriori 500 chilometri quadrati nei deserti israeliani del Negev e dell’Arava (http://www.caffenews.it/mezzogiorno-sud/55709/la-rinnovabile-centralita-del-mediterraneo/)

 

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