ARRIVA IL DECRETO SULLA PRIVACY PER IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI PER FINALITA' DI POLIZIA

 

 di Luigi Altamura * - E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale nr. 61 del 14.03.2018 il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 gennaio 2018, n. 15 "Regolamento a norma dell'articolo 57 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante l'individuazione delle modalità di attuazione dei principi del Codice in materia di protezione dei dati personali relativamente al trattamento dei dati effettuato, per le finalità di polizia, da organi, uffici e comandi di polizia. L'entrata in vigore del provvedimento è prevista per giovedì 29 marzo prossimo. Il Regolamento deriva da una esplicita disposizione del Codice della Privacy e riguarda il trattamento dei dati personali relativamente al loro trattamento effettuato per finalità di polizia, dal Centro Elaborazione Dati del Ministero dell'Interno e da organi, uffici e comandi di polizia, anche in attuazione delle raccomandazione del Consiglio d'Europa.


Nei primi articoli del provvedimento sono indicati gli obbiettivi e gli ambiti di applicazione. Come indicato dall'art. 53 del Codice della Privacy si intendono effettuati per finalità di polizia i trattamenti di dati personali direttamente correlati all'esercizio dei compiti di polizia di prevenzione dei reati, di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, nonché di polizia giudiziaria, svolti, ai sensi del codice di procedura penale, per la prevenzione e repressione dei reati. Il Decreto nr. 15/2018 prevede all'art. 1 comma 2 che il Regolamento non si applica ai trattamenti di dati personali effettuati per finalità amministrative. Tali dati sono conservati separatamente da quelli registrati per finalità di polizia, salvo che non siano necessari, in casi specifici, nell'ambito di un'attività informativa, di sicurezza o di indagine di polizia giudiziaria. La questione dei dati per finalità di polizia perciò riguarda anche le Polizie Locali, che comunque al Centro Elaborazione Dati debbono trasmettere le notizie di reato tramite le Questure e i Comandi Carabinieri per gli inserimenti al Sistema di Indagine, pur non essendo Forza di Polizia. I trattamenti di dati personali si intendono effettuati per le finalità di polizia, ai sensi dell'articolo 53 del Codice, quando sono direttamente correlati all'esercizio dei compiti di polizia di prevenzione dei reati, di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, nonché di polizia giudiziaria, svolti, ai sensi del codice di procedura penale, per la prevenzione e repressione dei reati. Per l'acquisizione di dati, informazioni, atti e documenti, è consentita l'attivazione di collegamenti telematici con banche dati di pubbliche amministrazioni o di privati, secondo il principio di qualità dei dati con riferimento all'esattezza, aggiornamento, pertinenza e non eccedenti le finalità del provvedimento.

L'art. 10 evidenzia i termini massimi di conservazione dei dati, mentre il Capo Terzo indica le modalità di raccolta, comunicazione tra Forze di Polizia e diffusione dei dati. Il Capo Quarto illustra il trattamento dei dati nell'ambito dell'attività di cooperazione internazionale di polizia. Molto importante l'art. 22 che riguarda i sistemi di videosorveglianza il cui utilizzo è consentito ove necessario per le finalità di polizia di cui all'articolo 3 e a condizione che non comporti un'ingerenza ingiustificata nei diritti e nelle libertà fondamentali delle persone interessate. Gli organi, uffici e comandi di polizia, nel rispetto dei principi richiamati dagli articoli 4, 5 e 6, raccolgono solo i dati strettamente necessari per il raggiungimento delle finalità di cui all'articolo 3, registrando esclusivamente le immagini indispensabili. L'art. 23 tratta invece dei sistemi di ripresa fotografica, video e audio consentiti ove necessari per documentare: una specifica attività preventiva o repressiva di fatti di reato, situazioni dalle quali possano derivare minacce per l'ordine e la sicurezza pubblica o un pericolo per la vita e l'incolumità dell'operatore, o specifiche attività poste in essere durante il servizio che siano espressione di poteri autoritativi degli organi, uffici e comandi di polizia. Importante la parte relativa agli obblighi di sicurezza dei dati trattati e i diritti della persona interessata e sul controllo dei trattamenti.

* Comandante Corpo Polizia Municipale di Verona
Dirigente Unità Organizzativa Protezione Civile Comune di Verona

https://www.asaps.it/62978-_di_luigi_altamura*_arriva_il_decreto_sulla_privacy_per_il_trattamento_dei_dati_.html

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Sicurezza urbana: linee essenziali di programma.

di Alessia Brogi - La legalità e la sicurezza non hanno "colore" poiché sono la premessa ela condizione del benessere di ogni comunità. E' necessario promuovere educazione alla legalità e prevenzione, contro le insidie più diffuse che affliggono il mondo giovanile (alcool,
droga, bullismo, violenza di genere).

E' necessario altresì pretendere il rispetto delle regole nell'ambito della convivenzacivile intervenendo con gli strumenti di polizia anti-crimine oltre che polizia amministrativa.


 

 E' necessario valorizzare il ruolo della polizia municipale,

come polizia di prossimità e di comunità, per il
contrasto dell'illegalità diffusa e dei comportamenti che
danneggiano la convivenza civile, i decoro urbano ed i beni pubblici.

La sicurezza, per la sua complessità, comporta una
stratificazione di competenze che, prevalentemente fanno capo alle
autorità statali (Prefettura, Questura, Commissariato di PS, presidi dell'Arma dei
Carabinieri, Comandi della Guardia di Finanza).

Non di meno, la popolazione stanziale e quella turistica, avverte sempre
di più, nel tempo, la necessità di rapportarsi con
l'Amministrazione Comunale,
individuando nel Sindaco, direttamente eletto, il garante della
qualità urbana e quindi della tranquillità pubblica.

Questo impone al Sindaco di inserire nel proprio programma
di governo della Città una serie di azioni
volte a migliorare le condizioni di sicurezzareale

e ad attenuare il senso di insicurezza diffusa.

Le linee essenziali di un programma di governo della sicurezza locale,
realizzabili utilizzando lo spazio di manovra consentito dalla
normativa vigente, passano attraverso:

Il rapporto con le autorità dello Stato 
deputate al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica, seguendo un
principio di sussidiarietà (rapporti con il Commissariato e con la
Stazione Carabinieri, con la Questura ed in ultima analisi con la
Prefettura)

Il migliore utilizzo della Polizia locale per il
presidio del territorio e per i controlli di prevenzione e polizia
amministrativa

Il ricorso agli strumenti di sicurezza
sussidiaria (volontariato, guardie giurate), di
sicurezza passiva (videosorveglianza e tecnologie per la sicurezza), di sicurezza
di comunità (coinvolgimento dei cittadini e delle rappresentanze economiche).

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